Il Diavolo non veste più Prada: ora lo governa. Perché il duello Wintour–Priestly è la fine della real
Anna Wintour e Miranda Priestly insieme su Vogue in un video virale diventato simbolo di potere, glamour e disciplina. Analisi culturale del servizio che ha trasformato un ascensore in un tribunale estetico.
Anna Wintour e Miranda Priestly su Vogue: il significato del video nell’ascensore che ossessiona il web
Mentre il mondo affoga nella mediocrità,
Vogue chiude Anna Wintour e Miranda Priestly in un ascensore.
Ed è subito chiaro che non si tratta di un semplice contenuto promozionale.
Il nuovo video pubblicato da Vogue, che mette insieme Anna Wintour e Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly, è già uno dei momenti fashion più commentati dell’anno. Un’operazione costruita per accompagnare il ritorno di The Devil Wears Prada 2, ma che ha rapidamente superato il marketing per trasformarsi in fenomeno culturale. (Vogue)
Perché quel video non mostra due donne in ascensore.
Mostra due archetipi del potere.
Il significato del video di Anna Wintour e Miranda Priestly su Vogue
Il significato del video di Anna Wintour e Miranda Priestly su Vogue non risiede nella trama — praticamente inesistente — ma nella sua costruzione simbolica.
Un ascensore.
Due figure mitologiche.
Pochi secondi.
Zero caos.
Tutto comunica gerarchia.
Le porte si chiudono e la realtà viene sospesa.
L’ascensore smette di essere mezzo di trasporto e diventa limbo del comando.
Dentro non c’è spazio per l’ordinario.
Chiunque altro, lì dentro, sarebbe stato annientato dalla pressione atmosferica dei loro ego.
Il silenzio tra le due non è vuoto.
È rispetto armato.
Anna Wintour e Miranda Priestly: perché il paragone è tornato centrale
Da quasi vent’anni il pubblico legge Miranda Priestly come il riflesso cinematografico di Anna Wintour, anche se Meryl Streep ha più volte spiegato che il personaggio non è una copia diretta della direttrice di Vogue. (The Times of India)
Eppure il mito è ormai irreversibile.
Con questo servizio Vogue compie una mossa perfetta:
non nega il parallelo,
non lo corregge,
lo consacra.
Anna Wintour posa accanto alla propria caricatura culturale
e la ingloba nel proprio mito.
È ciò che fanno le figure realmente potenti:
non combattono la narrazione.
La assorbono.
Rosso e grigio: il dress code del comando
Nel video di Anna Wintour e Miranda Priestly per Vogue i colori non sono decorazione.
Sono strategia.
Il rosso di Anna Wintour
Anna veste rosso.
Non comunica calore.
Comunica arresto.
È il colore dell’autorità visiva.
Di chi entra in una stanza e modifica immediatamente la temperatura sociale.
Il grigio di Miranda Priestly
Miranda veste grigio.
Non persuade.
Non ammicca.
Pesa.
È il grigio del cemento, delle istituzioni, delle strutture che non devono essere amate ma rispettate.
La moda qui non è ornamento.
È linguaggio di potere.
La teoria del bottone: perché anche premere un tasto sembra pericoloso
Nel video di Vogue c’è un dettaglio quasi comico:
il pulsante dell’ascensore.
Eppure perfino quel gesto appare carico di tensione.
Perché il vero potere non si misura nelle grandi decisioni.
Si misura in questo:
quanto timore riesce a generare intorno alle azioni più banali.
Quando una figura è davvero potente:
- offrire un caffè diventa protocollo;
- sedersi diventa scelta diplomatica;
- premere un bottone diventa rischio.
Il potere autentico rende sacro il quotidiano.
Solo pochi possono respirare a quell’altitudine.
Perché il glamour di Anna Wintour non è lusso ma disciplina
Molti continuano a leggere il glamour come sinonimo di privilegio.
Errore.
Il video di Anna Wintour e Miranda Priestly su Vogue dimostra il contrario:
il glamour autentico non è piacere.
È disciplina.
Essere glamour significa:
- controllare ogni postura;
- amministrare ogni sguardo;
- restare impeccabili sotto osservazione costante;
- non concedere mai il lusso dell’ordinarietà.
Il glamour vero è una condanna all’eccellenza permanente.
Perché questo servizio Vogue è già storico
Questo servizio è destinato a restare perché unisce tre livelli di lettura:
1. Nostalgia Pop
Riattiva l’immaginario globale de Il Diavolo veste Prada.
2. Meta-Narrazione
Fa incontrare la figura reale e la sua leggenda fittizia.
3. Autoironia di Potere
Mostra Anna Wintour mentre accetta e governa il mito costruito su di lei. (Vogue)
È una delle operazioni editoriali più intelligenti di Vogue negli ultimi anni.
Conclusione: quando Vogue trasforma un ascensore in storia
Il punto non è che Anna Wintour e Miranda Priestly siano entrate in un ascensore.
Il punto è che Vogue è riuscita a trasformare trenta secondi di nulla in un evento culturale globale.
Perché quando certe figure condividono uno spazio,
anche il vuoto diventa spettacolo.
E in quell’ascensore c’è forse la definizione più onesta del potere contemporaneo:
non urla.
Non corre.
Non spiega.
Sale di piano in silenzio
e lascia il resto del mondo a fissare le porte chiuse.
Perché Anna Wintour e Miranda Priestly sono insieme su Vogue?
Per promuovere il ritorno di The Devil Wears Prada 2 attraverso un servizio speciale che gioca sul leggendario parallelismo tra Anna Wintour e il personaggio di Miranda Priestly. (Page Six)
Miranda Priestly è davvero ispirata ad Anna Wintour?
È opinione diffusa, ma Meryl Streep ha chiarito che il personaggio è stato costruito anche su altre figure di potere del mondo creativo. (The Times of India)
Perché il video di Vogue è diventato virale?
Perché unisce nostalgia cinematografica, iconografia fashion e autoironia editoriale in un contenuto altamente simbolico.
Link Esterni Consigliati
- Vogue Official Feature: https://www.vogue.com/article/may-2026-cover-video
- Intervista Vogue completa: https://www.vogue.com/article/meryl-streep-anna-wintour-may-cover-2026-interview
- Approfondimento The Guardian: https://www.theguardian.com/fashion/2026/apr/07/former-vogue-editor-anna-wintour-cover-meryl-streep

