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  • I funerali di Pippo Baudo: l’ultimo saluto a Militello Val di Catania 20-08-2025


    I funerali di Pippo Baudo a Militello Val di Catania: pochi vip, assente la Rai, ma la Sicilia lo ha accolto con l’affetto più sincero.


    Il contesto e la cerimonia in Sicilia

    Il 16 agosto 2025, all’età di 89 anni, si è spento Pippo Baudo, il volto più iconico della televisione italiana. Figura di riferimento assoluto per oltre mezzo secolo di Rai e spettacolo, ha lasciato un vuoto non solo nel mondo dello spettacolo ma anche nella memoria collettiva del Paese.

    Come da sua volontà, i funerali si sono tenuti nella sua amata Militello Val di Catania, luogo d’origine che Baudo aveva sempre ricordato con orgoglio. La cerimonia si è svolta il 20 agosto 2025 nella chiesa di Santa Maria della Stella, iniziata alle 15:30 e seguita in diretta televisiva da Rai 1 e Rete 4 fino alle 18:10 (RaiNews).

    Il clima era di grande raccoglimento, segnato da una commozione autentica. Militello ha accolto il “suo” Pippo con migliaia di persone arrivate da tutta la Sicilia, testimoniando un affetto popolare che è andato oltre la televisione. Alla cerimonia erano presenti anche il presidente del Senato Ignazio La Russa e il governatore della Regione Sicilia Renato Schifani (Fanpage).


    Gli assenti illustri: pochi vip, zero dirigenti Rai

    Uno degli elementi che più ha fatto discutere è stata la scarsissima presenza di volti noti e, in particolare, l’assenza totale dei vertici Rai. La televisione pubblica, che Baudo aveva plasmato per decenni, non ha inviato alcun rappresentante istituzionale.

    Il dato ha suscitato amarezza. Come ha ricordato Gigi D’Alessio, «Baudo era la R di Rai», eppure al suo funerale non c’era nessuno a rappresentare ufficialmente l’azienda (Fanpage).

    Tra i pochi volti noti dello spettacolo presenti: Lorella Cuccarini, Gigi D’Alessio, Al Bano, Michele Guardì e Alberto Matano. Una rappresentanza talmente ristretta da poter essere “contata sulle dita di una mano”, come ha scritto l’ANSA (ANSA).


    Il rispetto dei ruoli — o la loro mancanza?

    Il funerale, oltre al dolore personale, è anche un rituale sociale. In questo caso, l’assenza della Rai ha avuto un forte valore simbolico.

    Alcuni osservatori hanno ipotizzato che la scelta fosse dettata da motivi logistici, o dal fatto che molti dirigenti avessero già partecipato alla camera ardente di Roma. Ma la sensazione, condivisa da molti, è che un pilastro come Pippo Baudo meritasse un riconoscimento ufficiale.

    Il Corriere della Sera ha sottolineato come questo silenzio istituzionale rappresenti non solo un’omissione formale, ma anche un messaggio sul cambiamento della televisione italiana (Corriere).


    Ricordi e omaggi alla camera ardente di Roma

    Prima della celebrazione in Sicilia, la camera ardente era stata allestita a Roma, presso il Teatro delle Vittorie. Qui la Rai aveva dato modo al pubblico e agli amici di rendere omaggio al conduttore che più di chiunque altro aveva incarnato la televisione di Stato.

    A Roma si sono presentati numerosi artisti e colleghi: Fiorello, che ha ricordato Baudo come “il più grande di tutti”, e Amadeus, che ha rappresentato idealmente la continuità del rapporto con la Rai.

    Sono passati anche Ambra Angiolini, Gigi Marzullo, Giorgio Panariello, Michele Placido e Pupo, con testimonianze personali che hanno restituito l’immagine di un uomo capace di unire generazioni e mondi diversi (ANSA).


    Il socio più intimo: il ricordo del soccorritore del 118

    Accanto alle personalità note, ha colpito il racconto di Pietro, operatore del 118, che aveva accompagnato Baudo negli ultimi mesi nei suoi viaggi in ambulanza. La sua testimonianza, raccolta da Fanpage, è stata tra le più umane e toccanti.

    «È rimasto sempre Pippo Baudo, fino all’ultimo viaggio. Lo porterò sempre nel cuore» — ha raccontato Pietro. Quel semplice “ti voglio bene” pronunciato da Baudo poco prima della fine è diventato un simbolo: non più il conduttore della tv di Stato, ma un uomo fragile e insieme pieno di dignità (Fanpage).

    Questo ricordo ha riportato al centro il lato più intimo di Baudo, lontano dai riflettori ma sempre capace di lasciare un segno indelebile in chi lo ha incontrato.


    Riflessioni personali e collettive

    Dalla celebrazione e dalle reazioni emergono riflessioni più ampie:

    • Il valore del simbolismo: Baudo non era solo un presentatore, ma un’istituzione nazionale. L’assenza della Rai ha lasciato un vuoto che pesa più del lutto privato.
    • L’umanità oltre il divismo: il ricordo di Pietro ci restituisce la verità di un uomo che, fino all’ultimo, non ha smesso di essere sé stesso.
    • Il cambio generazionale nello spettacolo: la scarsa partecipazione di volti noti può indicare come il mondo televisivo stia vivendo una fase di transizione, dove i padri fondatori non sono più percepiti con lo stesso rispetto collettivo.
    • Il peso delle assenze: nei riti pubblici le persone ricordano chi viene, ma ancora di più chi non viene. In questo caso, il silenzio istituzionale è diventato parte della narrazione stessa.

    Conclusione

    I funerali di Pippo Baudo sono stati l’ultimo atto di un legame profondo tra un uomo e la sua terra. Militello Val di Catania lo ha accolto come un figlio, la Sicilia lo ha salutato come un simbolo, mentre Roma lo aveva già onorato con la camera ardente.

    Se la televisione non ha saputo rendergli l’omaggio istituzionale che avrebbe meritato, resta la forza della memoria popolare, dei ricordi di amici, colleghi e semplici cittadini. Ed è forse in queste parole intime e sincere che Baudo continuerà a vivere.

    L’immagine che resta, oltre ogni polemica, è quella di un gigante della televisione che, per un istante, è tornato a essere semplicemente Pippo.


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